Le coperture vaccinali antinfluenzali negli anziani e l’indice di deprivazione multipla in Sardegna.

La sindrome influenzale rappresenta un serio problema di Sanità Pubblica e una rilevante fonte di costi diretti e indiretti per l’attuazione delle misure di controllo e di gestione dei casi e delle complicanze della malattia.

Le infezioni da virus influenzali provocano un importante impatto epidemiologico, sociale ed economico nei Paesi industrializzati (1). Attualmente, infatti, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), le morti correlabili all’influenza sono valutabili in un range da 250.000 a 500.000 in tutto il mondo. Solo in Italia ogni anno sono colpiti da sindrome influenzale da 5 a 8 milioni di soggetti con una stima di circa 8000 morti (2).

I casi severi e le complicanze dell’influenza sono più frequenti nei soggetti al di sopra dei 65 anni di età con condizioni cliniche di base, i quali pertanto sono esposti ad un più elevato rischio di infezione e, di conseguenza di ospedalizzazione e decesso (3,4). Il vaccino antinfluenzale costituisce ad oggi lo strumento più efficace per evitare la malattia influenzale e per ridurre i costi ad essa correlati. In Italia, la vaccinazione è offerta attivamente e gratuitamente a tutti i soggetti a partire dal compimento del sessantacinquesimo anno di età oltre alle categorie a rischio previste dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019.

Malgrado questa importante opportunità di prevenzione, la percentuale dei soggetti vaccinati tra gli ultrasessantacinquenni è costantemente in calo e non conforme alla soglia minima auspicabile del 75%; la Sardegna mostra un trend in continua diminuzione (dal 2009 al 2016 infatti, si è passati da una percentuale di coperture vaccinali del 61% ad una percentuale del 40%), ed è attualmente tra le ultime regioni in Italia.

Per superare le criticità legate alla bassa copertura vaccinale nei soggetti di età superiore ai 65 anni, una strategia risolutiva potrebbe concretizzarsi attraverso la programmazione di interventi di promozione alla vaccinazione antinfluenzale mirata a una precisa coorte di soggetti, tenendo conto delle principali caratteristiche socio-economiche e dei bisogni formativi/informativi della popolazione anziana al fine di aumentarne la copertura vaccinale.

Alcuni studi internazionali hanno inoltre dimostrato che la condizione socioeconomica e una eventuale situazione di deprivazione abbiano un ruolo rilevante nella mancata adesione ai programmi di immunizzazione (5). Sono stati pertanto avviati alcuni progetti (CCM) finalizzati ad analizzare la correlazione tra le disuguaglianze e le basse coperture di vaccinazione antinfluenzale per le fasce a rischio come gli anziani, approfondendo il ruolo dello Status Socio-Economico (SES), il quale è considerato uno dei principali determinanti sociali dello stato di salute e della capacità di un individuo di seguire compiutamente le indicazioni di prevenzione. Più precisamente, un basso SES è associato con basse coperture di vaccinazione in Paesi quali Spagna, Francia e Regno Unito. In Italia la situazione sembrerebbe differente, in quanto alcuni studi (6) hanno mostrato che la vaccinazione antinfluenzale è più diffusa negli anziani appartenenti alle classi sociali basse (65%) rispetto a quelle elevate (57%). Tuttavia, è necessario sottolineare che questi risultati derivano da indagini campionarie realizzate tramite questionari non specifici per tale tematica, e ciò potrebbe avere generato un bias di risposta differenziale fra soggetti di diverso SES.

In un panorama di questo tipo anche la Sardegna ha aderito a un progetto CCM: “Vaccinazione antinfluenzale negli anziani. Come l’utilizzo degli indici di deprivazione, delle principali caratteristiche socioeconomiche e dei bisogni informativi/formativi possono contribuire a migliorare le coperture vaccinali e di conseguenza a ridurre l’accesso al Dipartimento Ospedaliero d’Emergenza e Accettazione (DEA) e i ricoveri correlati all’influenza”, finalizzato ad analizzare la correlazione tra disuguaglianze e coperture negli anziani con l’obiettivo di proporre strategie di promozione della vaccinazione calibrate sui reali bisogni della popolazione.

È stata effettuata una analisi sulle 8 macroaree (ASSL) della Sardegna, preliminare all’analisi sulle sezioni censuarie dell’Isola (applicazione degli indici di deprivazione SE a Sassari), obiettivo finale del Progetto. Per meglio individuare i principali sottogruppi di popolazione non aderenti alla vaccinazione, si sono utilizzati gli indicatori socioeconomici di sintesi tenendo in considerazione gli aspetti multidimensionali della stratificazione sociale, ossia gli indici di deprivazione socioeconomica che permettano di identificare il rapporto esistente tra disuguaglianze socio-economiche ed esiti sanitari. Pertanto, sono state rilevate le coperture vaccinali antinfluenzali e correlate con un indice di deprivazione multipla (IDMS 2013) (7) calcolato su indici di reddito, occupazione, istruzione, servizi, ambiente, criminalità e salute. L’eventuale associazione è stata valutatacon regressione lineare semplice.

Negli ultimi anni (2013-2016) in Sardegna si rivela una copertura antinfluenzale oscillante attorno al 40%. L’analisi per macroaree evidenzia nella stagione 2015-2016 una relazione soggetta a rapporto di proporzionalità inversa tra coperture antinfluenzali e indice di deprivazione (y=-12,36x + 50,74; R^2 = 0,15) con le più alte coperture in Ogliastra e le più basse a Cagliari.

In Sardegna, a livello di macroaree si conferma la relazione tra bassa adesione alla vaccinazione e status socioeconomico sanitario (SES). Poiché i risultati potrebbero risentire di variazioni di offerta a livello delle macroaree, indipendentemente dai determinanti socioeconomici della popolazione, lo studio proseguirà con l’analisi a livello delle sezioni censuarie di ciascuna macroarea omogenea, al fine di confermare la relazione evidenziata e predisporre interventi di promozione della vaccinazione.

Nelle sottopopolazioni individuate saranno anche indagati i fattori predittivi delle intenzioni di vaccinarsi considerando: gli atteggiamenti verso la vaccinazione, l’influenza in quanto patologia infettiva e la percezione dei fattori che impediscono o facilitano la vaccinazione. Questi dati saranno fondamentali nella misura in cui consentiranno di determinare bisogno informativo della popolazione anziana calibrando la comunicazione ad essa rivolta al fine di incrementare l’adesione alle vaccinazioni tutte.

Riferimenti bibliografici.

1.World Healt Organization. Influenza. Global Influenza Program (http://www..who.int/influenza/en/)

2.Dati CNESPS – Istituto Superiore di Sanità.

3.Paolo Bonanni, Mauro Ruggeri, Alessandro Rossi. Vaccinazione antinfluenzale: come incrementare le coperture vaccinali. Razionale, strategie e strumenti. Società Italiana di Medicina Generale. N° 4, Agosto 2012.

4.Gasparini et al. Effectiveness of adjuvanted seasonal influenza vaccines (Inflexal V® and Fluad®) in preventing hospitalization for influenza and pneumonia in the elderly. Human Vaccines & Immunotherapeutics 2013; 9:1:150-158

5.Peretti-Watel P, Raude J, Sagaon-Teyssier L, Constant A, Verger P, Beck F. Attitudes toward vaccination and the H1N1 vaccine: poor people’s unfounded fears or legitimate concerns of the elite? Social Science and Medicine, 2014; 109:10-18.

6.Damiani G, Federico B, Visca M, Agostini F, Ricciardi W. The impact of socioeconomic level on influenza vaccination among Italian adults and elderly: A cross-sectional study. Preventive Medicine, 2007;45:373-379.

7.Indice di Deprivazione Multipla della Sardegna (IDMS) 2013 – sardegnaprogrammazione – (http://www.sardegnaprogrammazione.it/documenti/35_84_20140213123944.pdf)

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